Nel frattempo di avere notizie certe sulle sorti del Concertone, come ogni anno 50 artisti emergenti si sfidano a suon di like al 1MNext 2021, il contest musicale organizzato da iCompany che permette a tre artisti di esibirsi al Concertone in Piazza San Giovanni Laterano.

Per gli emergenti, vincere un palcoscenico così importante è un ottimo trampolino di lancio per far conoscere la propria musica a migliaia di persone, dato che il Concertone è trasmesso in diretta su Rai 3.

Dai 10 artisti che passano il turno attraverso la votazione (che avviene qui), ne saranno selezionati tre dalla giuria composta dagli addetti ai lavori: loro saranno i 3 fortunati che avranno la possibilità di esibirsi sul palco del Concertone del 1 Maggio.

Il vincitore assoluto verrá proclamato alla fine del Concertone.

Come ogni anno noi di Nonchiamatemgroupie ritroviamo tra i 50 artisti finalisti diversi volti cari. Abbiamo incontrato alcuni di loro tra i banchi dell’università, al bancone del bar, sui palchi dei localini in tutta Italia, alcuni sono amici, altri li seguiamo da diverso tempo e ve ne abbiamo già parlato sulla nostra pagina.

Non sai chi votare? Prenditi un attimo per leggere i consigli sui nostri preferiti…

Due Venti Contro – Menelao

Ho conosciuto Giacomo durante il primo lockdown e mi ha colpito da subito la sua scrittura semplice, diretta ma ricca di emozioni. Menelao è un brano diverso, racchiude una storia delicata, intima che viene esaltata da sonorità potenti e profonde.
– Giorgia

Marte Marasco – Sarà per sempre

Marta è una delle cantautrici a cui sono più affezionata in assoluto, sia artisticamente che personalmente. Una storia d’affetto che dura dal 2017, quando nella mia vita è entrato questo concentrato di energia e di fascino racchiuso in una ragazza semplice, acqua e sapone.
La prima volta che l’ho sentita cantare sono rimasta totalmente stregata. Una voce così non l’avevo mai sentita prima, sottile ed esplosiva, semplice ed affascinante. Proprio come lei.
Da allora ho cercato di non perdermi mai l’occasione di sentirla dal vivo. Ho conosciuto, imparato e amato alla follia i suoi pezzi, dei piccoli capolavori, che per gran parte ho potuto sentire solo dal vivo.
Sarà per sempre è uno di questi, e finalmente posso riascoltarmelo in loop quanto mi pare.
– Milly

Paolantonio – L’unità d’Italia

Un amico di scorribande milanesi. L’anno scorso durante la prima pandemia ci ha tenuto compagnia e ci ha commossi con il videoclip di L’unità d’Italia.
– Pavel

Santoianni – Stazione di sosta

Ha il pezzo giusto per un palco come quello del Primo Maggio. Nessuna retorica, nessun accenno politico ma una grande verità: dobbiamo fermarci e rimandare i nostri progetti a quando il vento sarà più favorevole. Attuale, sincero, senza sovrastrutture, e arriva per questo.
– Eduardo

Caterina – La promessa

Caterina è come una poesia di Trilussa: vera, immediata, semplice ma nell’accezione positiva del termine. Quella semplicità che non ha bisogno di troppi fronzoli e che, proprio per questo, la rende speciale. Ti arriva subito perché non è artefatta, le sue canzoni sono pagine del diario che ognuno di noi potrebbe scrivere, ma che lei racconta con arguzia ed intelligenza – e l’intelligenza, si sa, è l’abito più elegante che si possa indossare, quando è usata a fin di bene. In questi tempi in cui tutti cercano di stupire con il troppo, lei incanta con l’essenziale. Ti ci ritrovi, in Caterina: il suo sorriso, nonostante questo periodo pesante, è quello che dovremmo e vorremmo avere tutti accanto, mentre tutto crolla. La sua musica è così, una polaroid sbiadita con gli amici, che parla di momenti piccoli, segreti, preziosi. Perché “tutto sommato, la felicità è una piccola cosa”.
– Chiara

CIOFFI – ANIMA FRAGILE

Ho ascoltato Anima fragile appena è uscita, l’ho messa in loop tutto il pomeriggio. Mi è rimasta in testa e nel cuore. I singoli successivi hanno confermato la mia percezione: farà molta strada, potenzialmente nel solco di cantautori come Fabrizio Moro per la capacità di raccontare i sentimenti con le ballate.
– Eduardo

AGNELLO – Sulla sdraio

Ho scoperto gli Agnello, una band palermitana, in una calda giornata dei primi di giugno del 2019. Avevano appena pubblicato il loro primo EP e, con solo 5 canzoni, sono riusciti a conquistarmi. La voce di Manfredi Agnello è calda e accogliente, e ti trasporta nel suo mondo un po’ retrò. Il loro è un cantautorato dalle atmosfere anni ’60, con suoni bellissimi ed eleganti.
Le loro canzoni parlano della solitudine e dell’inquietudine della nostra generazione, del bisogno e della paura di amare ed essere amati, del sentirsi talvolta fuori luogo. Sulla sdraio vede la collaborazione del conterraneo Nicolò Carnesi, un altro artista che apprezzo tantissimo. L’incontro delle loro anime non poteva che produrre un pezzo, a mio avviso, di rara bellezza. Questa canzone parla dell’immobilità, soprattutto quella dettata dalla nostra stessa mente. Avere troppo tempo, ma non avere il coraggio di occuparlo, mentre le nostre occhiaie “raccontano che cos’è l’insonnia”. Mi sono ritrovata spesso nelle canzoni degli Agnello e, a volte, sono riuscite a farmi sentire meno inadeguata.
– Silvia

Potete votare i vostri preferiti, entro OGGI, qui: https://1mnext.primomaggio.net/artisti-2021