Ci sono canzoni che mi mettono addosso una voglia matta di innamorarmi, di quegli amori complicati che si litiga sempre e poi si fa pace nell’unico modo possibile e ci si ama così tanto da far male.
Non sono una grande fan delle canzoni d’amore, ma alcune sembrano parlare il mio linguaggio più di altre, descrivendo emozioni e sensazioni che sento – o ho sentito – profondamente e intimamente mie. 

Binari, il singolo d’esordio di Biava, mi arriva così, in tutta la sua potenza magari un po’ acerba ma sincera, genuina. Una sequenza di immagini e parole nelle quali ritrovo una parte consistente di me e della mia storia, dalle videochiamate sconnesse alle liti in stazione. Basti l’esempio di «Ma per la tua stanza / devo farmi mezza Italia»: una frase che, per chiunque abbia vissuto una relazione a distanza, arriva dritta come un pugno allo stomaco. 

E usciremo sempre dai binari
Tirando pugni sopra gli scaffali
Che di routine si cresce banali
Mentre tu voli sopra le astronavi

Ascolto e sorrido. Mi trema il cuore e penso «fortuna che ci sono canzoni così», perché ogni tanto fa bene ricordarsela, quella voglia di amore e ribellione che ci fa sentire vivi. 


#nonchiamatelafissa di Federica Sessa