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Raccontami un concerto: Selton a Milano di Maria Laura Fiorentini

Mi ero ripromessa di non scrivere un racconto strappalacrime, ma quando si tratta dei Selton le mie parole inevitabilmente si condiscono di affetto fraterno. Loro sono le prime persone che ho conosciuto appena mi sono trasferita a Milano, e – come ci dicevamo qualche giorno fa – in nove anni di amicizia su e giù dal palco “ci siamo visti crescere tanto”.⁣ ⁣

Il mio racconto non-strappalacrime del concerto ai Magazzini Generali inizia dal momento in cui mi ripetevo “non fare la nostalgica” e i Selton – più una voce fuori campo – mi hanno presa in contropiede: un medley di dieci minuti che ha ripercorso tutta la loro carriera. È stato subito lucciconi e groppone di saudade nella gola: davanti agli occhi mi sono passati migliaia di ricordi, centinaia di palchi, da quando mi gasavo per le canzoni di Jannacci in portoghese, passando per il controcanto di Anima Leggera su cui mi sono sgolata in svariati tour, fino al pappagallino di Across The Sea – che non ho mai capito cosa dica davvero. ⁣

Il resto del concerto è stato un colpo di genio dopo l’altro, con super ospiti a sorpresa, coreografie follemente seltoniane e un Pasolini suonato in acustico in mezzo alla gente. Musica, gioia e pazzia, folla scatenata, boati del pubblico e quei tre ragazzi che non si risparmiano mai e osano, stupiscono, divertono come sempre e sempre di più.⁣ ⁣

E dire che avevo seriamente pensato di perdermi questo live pur di non mettere piede ai Magazzini Generali, luogo che mi ha rovinato fin troppi concerti: zero visibilità, acustica terribile, paura di non uscirne viva e gestione discutibile.⁣ ⁣

Ma i Selton sono sempre i Selton, e la positività che trasmettono resiste e persiste, nonostante gli anni, i cambiamenti o i locali in cui suonano. Alla fine di un loro concerto mi fermo sempre a osservare i volti di chi se ne va dopo averli sentiti per la prima volta. E vi assicuro che anche questa volta, come in tanti anni, su tutti i volti ho visto,

lo stesso sorriso e la stessa carica di positività di cui io sono dipendente dal 2010.⁣ ⁣