Durante l’estate del 2016, all’uscita del joint album Santeria (progetto di Guè e Marracash) immaginavo e speravo nella risposta di un ipotetico duo composto da Jake la Furia e Emis Killa. Quell’inverno uscì Terza Stagione, l’album di Emis che conteneva Non è facile in featuring con Jake: il singolo, però, non mi soddisfaceva.

Nell’ottobre 2018 Emis tornò con Fuoco e Benzina e la scrittura del collega Jake si sentiva, e spaccava. Emis Killa nella scena rap è sempre stato etichettato come l’erede naturale di Jake: entrambi arrivano dal freestyle e sono caratterizzati da una stessa indole “zarra” e da una metrica simile, fatta di rime grezze e crude.

Adesso, nell’estate 2020, mentre la trap la fa da padrone e molti rapper si adattano affacciandosi alla nuova scena, Emis e Jake escono con Malandrino, singolo apripista di 17, il tanto atteso album in uscita a settembre, e… «Mamma Mia che Bomba Emis e Jake»! 

Malandrino mi ricorda molto Milano Male, il primissimo feat dei due risalente al 2010, un pezzo molto rap e “duro”. La produzione di Low Kidd è un mix a cavallo tra vecchia e nuova scuola, una commistione rappresentata da Jake ed Emis stessi. La base fa così da specchio al testo, nel quale i due i rapper raccontano la propria storia, dall’adolescenza alla carriera che li ha portati, con strade diverse, a essere due numeri uno nel rap italiano.

Nelle strofe è da segnalare Emis che cita, storpiando a suo vantaggio, i Sangue Misto: «Quando andavo a scuola da bambino / La gente nella classe mi chiamava malandrino» e Jake che spiega bene la sua attitudine: «Alle lame nel buio dei vicoli, qui da prima della trap / Prima dei bicchieri di lean e prima del Vicodin».

Con queste premesse, spero vivamente che 17 possa essere il joint album che riporterà il rap italiano ad essere LA PRIMA SCELTA e non un’alternativa alla trap.


#fissadellasettimana di Paolo Pavel Porsia